Martedì il Bitcoin è sceso, ponendo fine a una breve ripresa, mentre i trader sono rimasti cauti nei confronti delle criptovalute, mentre l'attesa dei principali dati economici degli Stati Uniti ha contribuito a un più ampio sentimento di avversione al rischio.
Bitcoin è sceso del 2,6% a 87.655,0 dollari alle 08:42 ora orientale degli Stati Uniti (13:42 GMT). La più grande criptovaluta al mondo si era ripresa all'inizio di questa settimana, attestandosi intorno ai 90.000 dollari, prima di scendere nuovamente martedì.
Anche i prezzi delle criptovalute in generale hanno registrato un calo dopo una breve ripresa, sebbene le perdite siano rimaste relativamente limitate in un contesto di volumi di scambio ridotti dovuti alle festività di fine anno.
La ripresa di Bitcoin si blocca in attesa dei dati USA
La recente ripresa di Bitcoin è stata in parte appesantita dalla cautela in vista dei principali dati economici statunitensi, attesi più tardi martedì.
Si prevede che i dati sul prodotto interno lordo del terzo trimestre mostreranno un leggero rallentamento della crescita rispetto al trimestre precedente, in particolare a causa della volatilità della spesa dei consumatori e del calo dello slancio del mercato del lavoro.
I mercati attendono anche la pubblicazione dei dati di ottobre sulle spese per consumi personali (PCE), l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve.
Ulteriori segnali di raffreddamento dell'economia statunitense, soprattutto sul fronte dell'inflazione, potrebbero aprire la strada a ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Tuttavia, gli analisti hanno avvertito che i dati economici di dicembre e del quarto trimestre saranno probabilmente più indicativi delle condizioni economiche di fondo degli Stati Uniti, poiché le letture di ottobre e novembre potrebbero essere state distorte dagli effetti di una prolungata chiusura delle attività governative.
La strategia sospende gli acquisti di Bitcoin e aumenta le riserve di liquidità
Strategy Inc (NASDAQ: MSTR), il più grande detentore aziendale di Bitcoin al mondo, ha sospeso gli acquisti di criptovalute nelle ultime settimane e aumentato le sue riserve di liquidità, segnalando la preparazione a un potenziale calo dei prezzi delle criptovalute.
In un documento normativo, la società ha dichiarato di aver raccolto 748 milioni di dollari nella settimana conclusasi il 21 dicembre, senza acquistare alcun Bitcoin durante quel periodo. All'inizio di dicembre, la società aveva acquistato Bitcoin per un valore di quasi 2 miliardi di dollari, portando il suo patrimonio totale a 671.268 Bitcoin.
Negli ultimi mesi le azioni della società hanno registrato un calo, a causa delle crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine della sua strategia incentrata su Bitcoin.
All'inizio di dicembre, si diceva che Strategy avesse accantonato una riserva di 1,4 miliardi di dollari per coprire i futuri pagamenti di dividendi e gli obblighi di interessi legati ai suoi molteplici impegni di capitale, nel timore che i continui cali dei prezzi di Bitcoin potessero costringere la società a vendere parte delle sue partecipazioni per far fronte a tali obblighi.
La capitalizzazione di mercato del capitale azionario principale della società è diminuita di circa il 50% nel corso del 2025, con una pressione crescente dopo che il titolo è stato escluso dall'inclusione in un importante indice MSCI.
Prezzi delle criptovalute oggi: le altcoin scendono insieme a Bitcoin
I prezzi delle criptovalute hanno interrotto la recente ripresa e sono scesi in linea con quelli di Bitcoin.
Ether, la seconda criptovaluta più grande al mondo, è scesa del 3,7% a 2.941,48 dollari. BNB è sceso dell'1,7% a 848,51 dollari, mentre XRP è sceso del 2,2% a 1,88 dollari.
Martedì i prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili, poiché i mercati hanno valutato la possibilità che gli Stati Uniti potessero vendere il petrolio venezuelano sequestrato, in contrapposizione alle crescenti preoccupazioni per le interruzioni delle forniture in seguito agli attacchi ucraini alle navi e ai porti russi.
Di piùMartedì, durante le contrattazioni europee, la coppia USD/JPY ha perso lo 0,75%, attestandosi intorno a quota 155,80. La coppia è sottoposta a forti pressioni di vendita a causa della diffusa debolezza del dollaro statunitense, mentre aumentano le aspettative che la Federal Reserve attuerà tagli dei tassi di interesse più significativi nel 2026 rispetto a quelli annunciati nella dichiarazione di politica monetaria del 17 dicembre.
Di piùMartedì i prezzi dell'argento sono saliti nelle contrattazioni europee, estendendo i guadagni per il terzo giorno consecutivo e continuando a superare livelli record, raggiungendo per la prima volta nella storia la soglia dei 70 dollari l'oncia, in un contesto di forte domanda di metallo bianco, in particolare da parte dei commercianti al dettaglio.
Di più