Venerdì, all'apertura delle contrattazioni europee, l'euro è scivolato ai minimi delle ultime due settimane contro il dollaro USA, estendendo le perdite per la seconda seduta consecutiva e avviandosi verso un calo settimanale. La mossa è avvenuta mentre gli investitori si concentravano sull'acquisto del biglietto verde come miglior investimento disponibile, soprattutto dopo il venir meno delle aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve a settembre.
Anche le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea a settembre si sono indebolite, a causa delle consolidate pressioni inflazionistiche. Per rivalutare queste probabilità, gli investitori attendono il discorso della Presidente della BCE Christine Lagarde, previsto per sabato al simposio annuale di Jackson Hole.
Panoramica dei prezzi
Tasso di cambio dell'euro oggi: l'euro è sceso dello 0,2% a 1,1583 dollari, il livello più basso dal 6 agosto, da un livello di apertura di 1,1606 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,1617 dollari.
Giovedì l'euro ha chiuso in ribasso dello 0,4% rispetto al dollaro, la terza perdita nelle ultime quattro sessioni, in seguito ai solidi dati economici degli Stati Uniti.
Performance settimanale
Da inizio settimana, l'euro è sceso di oltre l'1% rispetto al dollaro statunitense, sulla buona strada per la prima perdita settimanale in tre settimane.
Dollaro statunitense
Venerdì l'indice del dollaro è salito dello 0,2%, estendendo i guadagni per la seconda sessione e raggiungendo il massimo delle ultime due settimane a 98,83 punti, riflettendo la continua forza della valuta statunitense rispetto a un paniere di valute principali e secondarie.
Questa forza è stata alimentata dalla rinnovata domanda di dollari come miglior investimento disponibile nei mercati valutari, in particolare dopo che i solidi dati statunitensi di agosto hanno confermato che la più grande economia mondiale continua a crescere a un ritmo più forte del previsto, nonostante i venti contrari derivanti dalle aggressive politiche commerciali del presidente Donald Trump.
tassi di interesse statunitensi
Secondo CME FedWatch: le probabilità di un taglio dei tassi di interesse della Fed di 25 punti base a settembre sono scese dall'81% al 75%, mentre le aspettative di lasciare i tassi invariati sono aumentate dal 19% al 25%.
I mercati ora attendono il discorso del presidente della Fed Jerome Powell, previsto per venerdì al simposio di Jackson Hole, per rivedere tali aspettative.
tassi di interesse europei
I recenti dati sull'inflazione nell'area dell'euro hanno confermato le consolidate pressioni sui prezzi a cui sono sottoposti i responsabili delle politiche della BCE.
Secondo fonti Reuters, la netta maggioranza dei partecipanti all'ultima riunione della BCE si è espressa a favore del mantenimento dei tassi invariati a settembre, per la seconda riunione consecutiva.
Attualmente i mercati monetari stimano una probabilità inferiore al 30% di un taglio di 25 punti base a settembre.
Gli investitori seguiranno con attenzione il discorso di Lagarde a Jackson Hole sabato per cogliere ulteriori segnali.
Prospettive per l'euro
Noi di Economies.com prevediamo che se i commenti di Powell si riveleranno più aggressivi di quanto previsto attualmente dai mercati, le probabilità di un taglio dei tassi a settembre diminuiranno ulteriormente, il che potrebbe spingere l'euro ad ampliare le perdite rispetto al dollaro statunitense.
Venerdì, lo yen giapponese ha perso terreno negli scambi asiatici rispetto a un paniere di valute principali e minori, aggravando le perdite per la seconda sessione consecutiva rispetto al dollaro statunitense e toccando il minimo delle ultime tre settimane. Il calo è avvenuto in concomitanza con il venir meno delle aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense a settembre.
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