Venerdì il dollaro statunitense ha registrato un leggero calo, ma è comunque sulla buona strada per registrare guadagni mensili, sostenuto dalle crescenti tensioni geopolitiche e dai toni più aggressivi della Federal Reserve.
Alle 03:00 ET (08:00 GMT), l'indice del dollaro statunitense, che misura il dollaro rispetto a un paniere di sei valute principali, è salito dello 0,1% a 97,650, avviandosi verso un guadagno mensile di circa l'1,4%.
Le tensioni in Medio Oriente sostengono il dollaro
Il dollaro ha beneficiato delle crescenti preoccupazioni che il rafforzamento militare degli Stati Uniti in Medio Oriente potesse portare a un conflitto con l'Iran, nonostante gli incontri in corso tra le due parti per discutere del programma nucleare di Teheran.
I mediatori dell'Oman hanno riferito che gli Stati Uniti e l'Iran hanno fatto progressi durante i colloqui di giovedì, ma diverse ore di trattative si sono concluse senza una chiara svolta che potesse impedire potenziali attacchi statunitensi.
Gli analisti di ING hanno affermato che qualsiasi escalation tra Washington e Teheran potrebbe avere l'impatto più forte sul dollaro in questa fase. Hanno aggiunto che la probabilità di un attacco statunitense all'Iran entro la fine di marzo rimane relativamente alta, al 55%, secondo le stime della piattaforma Polymarket, impedendo per ora ai mercati di scommettere aggressivamente su un'ulteriore debolezza del dollaro.
Il dollaro ha ricevuto ulteriore sostegno anche da un tono relativamente più aggressivo da parte della Federal Reserve, dopo che “diversi” responsabili politici, durante la riunione di gennaio, hanno segnalato la loro disponibilità ad aumentare nuovamente i tassi di interesse se l’inflazione rimane elevata.
I dati sull'indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti per gennaio saranno pubblicati più avanti nella sessione, insieme alle dichiarazioni programmate dei funzionari della Fed John Williams e Neel Kashkari.
L'euro si indebolisce a causa della debolezza economica europea
In Europa, l'EUR/USD è salito dello 0,1% a 1,1806, ma la moneta unica si avvia verso una perdita mensile di oltre l'1%, in un contesto di aspettative che la Banca centrale europea manterrà invariati i tassi di interesse per diversi mesi.
In Germania la disoccupazione è aumentata leggermente a febbraio di 1.000 unità, raggiungendo quota 2,977 milioni, a dimostrazione del continuo impatto della debolezza economica degli ultimi tre anni sulla più grande economia europea.
In Francia, a febbraio i prezzi al consumo sono aumentati dell'1,1% su base annua, superando le aspettative e segnalando un'inflazione più rapida, dopo il rallentamento registrato a gennaio, al livello più basso degli ultimi cinque anni.
Gli analisti di ING hanno affermato che il livello di 1,180 potrebbe rimanere un punto di svolta per EUR/USD, poiché l'incertezza legata all'Iran continua a limitare le forti scommesse direzionali sul mercato.
La sterlina scivola dopo la battuta d'arresto elettorale
La coppia GBP/USD è salita dello 0,1% a 1,3495, ma la sterlina è destinata a interrompere una serie di tre mesi di rialzo dopo essere scesa di oltre il 2% a febbraio.
Il partito laburista britannico, guidato dal primo ministro Keir Starmer, ha subito un'imbarazzante sconfitta elettorale dopo aver perso uno dei suoi seggi più sicuri a favore del partito di sinistra dei Verdi.
Questo sviluppo aumenta la pressione su Starmer affinché dimostri le sue credenziali di leader dopo settimane di turbolenze politiche e crescenti richieste di dimissioni. Gli analisti di ING hanno osservato che gli sviluppi che indeboliscono la posizione di Starmer tendono a pesare sulla sterlina, soprattutto se aumentano la probabilità che emerga una leadership più orientata a sinistra.
Lo yen si avvia verso una perdita mensile a causa dell'incertezza politica
In Asia, l'USD/JPY è sceso dello 0,1% a 156,04, ma rimane sulla buona strada per un guadagno mensile di circa lo 0,6%, poiché la valuta giapponese continua ad avere difficoltà a causa dei dubbi sull'impatto fiscale dei piani di stimolo e dei tagli fiscali proposti dal primo ministro Sanae Takaichi.
La schiacciante vittoria della coalizione al potere nella camera bassa giapponese ha offerto a Takaichi un percorso più chiaro per approvare il suo programma fiscale.
Lo yen ha inoltre dovuto affrontare ulteriori pressioni a causa della crescente incertezza sui tempi del prossimo aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone, soprattutto dopo che i deboli dati dell'indice dei prezzi al consumo di Tokyo di febbraio hanno mostrato un'inflazione al di sotto dell'obiettivo del 2% della banca centrale per la prima volta in quasi quattro anni.
Movimenti nelle valute asiatiche e australiane
Il cambio USD/CNY è salito dello 0,2% a 6,8552 dopo che la Banca Popolare Cinese ha rimosso il requisito di riserva per il rischio di cambio su alcuni contratti forward, una mossa che consente acquisti di dollari più economici all'interno del Paese.
La decisione è stata presa a seguito di un forte rialzo dello yuan registrato negli ultimi mesi, in parte dovuto alla vendita di dollari statunitensi da parte degli esportatori, in un contesto di forte surplus commerciale con gli Stati Uniti.
Nel frattempo, l'AUD/USD è salito dello 0,3% a 0,7125, con il dollaro australiano che si avvia a guadagnare oltre il 2% questo mese, sostenuto dalle aspettative più aggressive riguardo alla politica della Reserve Bank of Australia.
Venerdì i prezzi dell'oro sono saliti leggermente nelle contrattazioni europee, mantenendo i guadagni per la terza sessione consecutiva vicino al massimo delle quattro settimane e avviandosi verso un settimo rialzo mensile consecutivo, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e da un dollaro statunitense più debole sul mercato dei cambi.
Di piùVenerdì l'euro è salito nelle contrattazioni europee rispetto a un paniere di valute globali, portandosi in territorio positivo rispetto al dollaro statunitense in vista dei dati chiave sull'inflazione provenienti dalla Germania, la più grande economia dell'area euro.
Di piùVenerdì lo yen giapponese è salito nelle contrattazioni asiatiche rispetto a un paniere di valute principali e secondarie, estendendo la sua ripresa per la seconda sessione consecutiva dal minimo di due settimane rispetto al dollaro statunitense, dopo che i dati hanno mostrato che l'inflazione di fondo di Tokyo è aumentata a un ritmo superiore alle aspettative del mercato.
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