I principali indici di Wall Street sono scesi giovedì dopo i guadagni della seduta precedente, poiché gli investitori sono rimasti cauti a causa dei segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran riguardo alle prospettive di allentamento delle tensioni in Medio Oriente.
L'indice Dow Jones Industrial Average ha perso circa 202 punti, pari allo 0,45%, mentre l'S&P 500 è sceso dello 0,77% e il Nasdaq dell'1,05%.
Un alto funzionario iraniano ha affermato che la proposta statunitense di porre fine alla guerra, che dura da quasi quattro settimane, è "unilaterale e ingiusta", sottolineando al contempo che la via diplomatica non è ancora chiusa, nonostante l'assenza di un piano realistico per i colloqui di pace.
Secondo gli analisti, l'incertezza rimane il principale fattore di volatilità dei mercati, poiché non è ancora chiaro se siano in corso negoziati reali tra Washington e Teheran, il che porta i mercati a oscillare ripetutamente. Nonostante ciò, i mercati si mantengono relativamente resilienti a causa del timore degli investitori di perdere potenziali guadagni qualora la guerra giungesse al termine.
I titoli tecnologici pesano sul mercato.
I titoli tecnologici hanno subito forti pressioni, con il settore in calo di circa l'1,2%, mentre l'indice Philadelphia Semiconductor ha perso circa il 2,7% dopo tre sedute di rialzi.
Anche le azioni di Meta e Google sono calate in seguito a una sentenza del tribunale relativa a casi di dipendenza dai social media, pesando sul settore dei servizi di comunicazione.
L'energia aumenta con l'aumento del petrolio.
Al contrario, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 4%, contribuendo a rendere il settore energetico il settore con la migliore performance all'interno dell'indice S&P 500.
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha avvertito che l'escalation del conflitto e la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbero portare a un forte aumento dell'inflazione e influire negativamente sulla crescita globale.
La Federal Reserve è sotto pressione
Questi sviluppi hanno messo le banche centrali, guidate dalla Federal Reserve statunitense, in una posizione difficile per quanto riguarda i tassi di interesse, poiché i mercati non si aspettano più alcun taglio dei tassi quest'anno, dopo averne previsti due prima della guerra.
I dati economici hanno mostrato un lieve aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione, indicando una continua solidità del mercato del lavoro, il che consente alla Federal Reserve di mantenere l'attuale orientamento di politica monetaria, monitorando al contempo l'evoluzione della crisi.
Movimenti azionari degni di nota
Le azioni di Olaplex sono balzate del 51% dopo che Henkel ha accettato di acquisire la società per 1,4 miliardi di dollari.
I titoli delle società minerarie aurifere hanno registrato un calo a seguito del ribasso di oltre l'1% dei prezzi dell'oro.
Complessivamente, sia alla Borsa di New York che al Nasdaq, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo, a testimonianza del clima di cautela che prevale tra gli investitori in un contesto di persistente incertezza geopolitica.