Mercoledì 28 ottobre il dollaro statunitense è rimasto stabile, mentre gli investitori si preparavano alla decisione sui tassi d'interesse della Federal Reserve, con le persistenti preoccupazioni sull'inflazione che mantenevano vive le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria.
Il dollaro si è rafforzato nei confronti dell'euro e della sterlina, attestandosi intorno ai 158 yen, in attesa delle indicazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh.
Panoramica dei prezzi
Mercoledì l'indice del dollaro statunitense si è attestato intorno ai 102,42 punti, in rialzo dello 0,04%.
Il cambio EUR/USD è sceso dello 0,04% a 1,1122 dollari, mentre il cambio GBP/USD è calato dello 0,08% a 1,3296 dollari.
Il cambio USD/JPY si attestava intorno a 157,94 yen, in calo dello 0,04%, mentre il cambio USD/CHF guadagnava lo 0,10%, raggiungendo quota 0,8298 franchi.
Decisione della Federal Reserve sotto i riflettori
Si prevede che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati al 3,75%-4,00% al termine della riunione di due giorni che si concluderà mercoledì.
Tuttavia, i mercati restano concentrati sulla possibilità di un ulteriore aumento a dicembre, a seguito di dati sull'inflazione superiori alle attese.
La valutazione di Warsh sull'inflazione e sui costi di finanziamento potrebbe determinare se il dollaro estenderà i suoi recenti guadagni.
indebolimento dei titoli europei
L'euro è rimasto sotto pressione in vista dell'annuncio di politica monetaria della Banca Centrale Europea, con gli elevati costi energetici che complicano le prospettive di inflazione nella regione.
Anche la sterlina ha perso terreno, in quanto gli investitori hanno valutato le prospettive fiscali del Regno Unito e la possibilità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Banca d'Inghilterra.
Nel frattempo, lo yen è rimasto vulnerabile intorno a quota 158 per dollaro, a causa del notevole differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti.
Prospettive di mercato
L'indice del dollaro incontra una resistenza immediata vicino a 102,49, seguita da 102,95, mentre il supporto si attesta intorno a 102,32.
Una dichiarazione restrittiva della Fed potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro, soprattutto se i responsabili delle politiche monetarie dovessero segnalare la probabilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse entro la fine dell'anno.
Al contrario, una valutazione più prudente dell'inflazione potrebbe incoraggiare le prese di profitto a seguito del recente apprezzamento della valuta.
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