Martedì 27 ottobre, le azioni Boeing hanno subito un crollo di circa il 9%, dopo che il colosso aerospaziale americano ha avvertito che la produzione del suo aereo di punta, il 737 MAX, aumenterà più lentamente del previsto, sollevando nuovi dubbi sulla velocità della sua ripresa finanziaria.
Il crollo del titolo si è verificato nonostante il miglioramento degli utili, il flusso di cassa positivo e un portafoglio ordini record, evidenziando una crescente discrepanza tra le enormi opportunità commerciali di Boeing e la sua capacità di trasformarle in profitti.
I ritardi nella produzione del 737 MAX deludono gli investitori.
L'amministratore delegato di Boeing, Kelly Ortberg, ha dichiarato che l'azienda non prevede di aumentare la produzione mensile del 737 MAX a 52 velivoli prima della seconda metà del 2027, un periodo considerevolmente più lungo di quanto previsto dagli investitori.
L'azienda sta ancora lavorando per stabilizzare la produzione a 47 velivoli al mese, poiché le limitazioni nella produzione delle ali e nell'approvvigionamento delle fusoliere stanno rallentando i suoi piani di espansione.
Boeing prevede inoltre di non raggiungere l'obiettivo precedentemente fissato di consegnare circa 500 aerei 737 quest'anno.
L'annuncio ha fatto crollare le azioni verso i 171 dollari, il livello più basso degli ultimi 18 mesi circa.
Per gli investitori, i ritardi nella produzione rappresentano una battuta d'arresto significativa, poiché un maggior numero di consegne di aeromobili è essenziale per migliorare la redditività e generare liquidità.
Ordini da record, ma la redditività resta un obiettivo difficile da raggiungere.
Boeing ha registrato un fatturato di 24,19 miliardi di dollari nel terzo trimestre, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente, mentre la perdita netta si è ridotta drasticamente a 116 milioni di dollari, rispetto ai circa 5,3 miliardi di dollari dell'anno precedente.
Tuttavia, la perdita rettificata di 34 centesimi per azione ha superato le aspettative degli analisti, che prevedevano una perdita di 21 centesimi.
La divisione degli aerei commerciali è rimasta il principale punto debole dell'azienda, registrando una perdita operativa di 697 milioni di dollari su un fatturato di 10,7 miliardi di dollari.
L'aumento dei costi di produzione, le difficoltà nella catena di approvvigionamento e la minore redditività delle consegne di aeromobili hanno continuato a pesare sui margini.
Nel frattempo, il portafoglio ordini di Boeing ha raggiunto la cifra record di 745 miliardi di dollari, inclusi oltre 6.300 aerei commerciali.
L'enorme arretrato di ordini dimostra che la domanda non è il problema principale dell'azienda. La sua sfida consiste nel produrre aeromobili in modo sufficientemente efficiente da convertire tali ordini in ricavi e liquidità.
Il recupero del flusso di cassa è stato ulteriormente posticipato.
Boeing ha generato circa 464 milioni di dollari di flusso di cassa libero nel corso del trimestre, segnando un ulteriore passo verso la stabilizzazione finanziaria.
Ciononostante, il management ha indicato che per raggiungere un flusso di cassa libero annuo di 10 miliardi di dollari ci vorrà fino al 2029, deludendo gli investitori che speravano in una ripresa più rapida.
L'azienda deve inoltre affrontare pressioni per risanare il proprio bilancio dopo anni di interruzioni della produzione, problemi di sicurezza e ingenti perdite finanziarie.
Riuscirà Boeing a riconquistare la fiducia degli investitori?
Ci sono stati importanti miglioramenti. Le autorità di regolamentazione statunitensi hanno recentemente certificato i modelli 737 MAX 7 e MAX 10, mentre la divisione difesa di Boeing ha beneficiato di utili più elevati e di nuovi contratti militari.
Tuttavia, la reazione del mercato di martedì suggerisce che gli investitori sono sempre meno disposti a premiare i progressi operativi senza prove più chiare di una redditività sostenibile.
La ripresa di Boeing ora dipende meno dall'ottenimento di ulteriori ordini di aeromobili e più dalla consegna delle migliaia di velivoli già venduti, senza compromettere la sicurezza né permettere che i costi di produzione incidano sui margini di profitto.
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