Un rapporto di Rystad Energy afferma che il Medio Oriente sta rapidamente superando l'Asia e diventerà il secondo produttore mondiale di gas naturale entro il 2025, dietro solo al Nord America. La produzione di gas nella regione è cresciuta di circa il 15% dal 2020, a dimostrazione degli sforzi dei paesi della regione per utilizzare al meglio le proprie riserve di gas e incrementare le esportazioni per soddisfare la crescente domanda globale.
Forte crescita della produzione e delle esportazioni fino al 2035
I paesi del Medio Oriente producono attualmente circa 70 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcfd) di gas, e si prevede che questa cifra aumenterà del 30% entro il 2030 e del 34% entro il 2035, grazie a progetti su larga scala in Arabia Saudita, Iran, Qatar, Oman ed Emirati Arabi Uniti. Rystad prevede che la regione aggiungerà 20 miliardi di piedi cubi aggiuntivi al giorno entro il 2030, equivalenti a metà dell'attuale domanda di gas europea.
Questo scenario presuppone che i prezzi del greggio Brent si stabilizzino a 70 dollari al barile e che i prezzi del gas indicizzato al petrolio rimangano tra 7 e 9 dollari per milione di unità termiche britanniche (MMBtu). Se i prezzi scendono sotto i 6 dollari, i nuovi progetti potrebbero essere ritardati e la crescita prevista potrebbe scendere al di sotto del 20%.
Boom delle esportazioni e l'obiettivo di diventare un polo energetico globale
Con l'espansione della produzione, la regione si prepara ad aumentare le esportazioni di gas di 10 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2030, rafforzando la sua posizione di fornitore chiave per i mercati europei e asiatici. I dati mostrano una crescita annua costante della produzione del 6%, portando il totale a 90 miliardi di piedi cubi al giorno entro la fine del decennio.
Metà dell'incremento produttivo previsto è destinato a soddisfare la crescente domanda interna, in particolare da parte del settore industriale, mentre l'altra metà è destinata alle esportazioni nell'ambito di contratti a lungo termine, rafforzando il ruolo strategico della regione come polo energetico affidabile.
Progetti a basso costo che guidano la crescita
Gran parte di questo boom si basa su progetti in grado di produrre gas a un costo inferiore a 5 dollari per mille piedi cubi, rendendoli resilienti alle fluttuazioni di prezzo. Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita stanno guidando questa ondata di crescita. Il Qatar sta espandendo il suo North Field per aumentare la sua capacità di produzione di GNL dell'80%, da 77 a 142 milioni di tonnellate all'anno (Mtpa) entro la fine del decennio, con costi di produzione inferiori a 6 dollari per MMBtu.
Sebbene prezzi che scendono al di sotto di questo livello rappresentino una sfida per gli investimenti, i bassi costi di produzione dei progetti mediorientali li proteggono da gravi rallentamenti, consentendo alla crescita di proseguire anche in un contesto di prezzi bassi.
Investimenti massicci fino al 2028
Entro il 2028, si prevede che la regione aggiungerà 60 milioni di tonnellate all'anno di nuova capacità, circa il 40% della crescita globale prevista (150 Mtpa). La maggior parte proverrà dal Qatar, che aggiungerà 48 Mtpa attraverso i progetti North Field East e South. Gli Emirati Arabi Uniti contribuiranno con 10 Mtpa tramite il progetto Ruwais LNG, mentre TotalEnergies aggiungerà un milione di tonnellate dal progetto Marsa LNG in Oman. Si prevede che gli investimenti in questi progetti supereranno i 50 miliardi di dollari.
Iran e Qatar guidano la produzione... ma entro il 2030 ci sarà un cambio di leadership
Attualmente, l'Iran è leader nella regione con una produzione di 25 miliardi di piedi cubi al giorno, seguito dal Qatar con 16 miliardi e dall'Arabia Saudita con 8 miliardi. Nonostante le sanzioni occidentali, si prevede che la produzione iraniana aumenterà solo del 6% entro la fine del decennio, raggiungendo circa 26 miliardi di piedi cubi al giorno, a causa della dipendenza dal giacimento di South Pars, che ha recentemente subito una chiusura parziale dopo un attacco israeliano.
Al contrario, si prevede che il Qatar crescerà di quasi il 50%, raggiungendo i 24 miliardi di piedi cubi al giorno, trainato dall'espansione del North Field. L'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti aggiungeranno circa 3 miliardi di piedi cubi ciascuno, mentre Israele aumenterà la sua produzione di 1,5 miliardi attraverso l'espansione dei giacimenti di Leviathan e Tamar. È probabile che il Qatar superi l'Iran in termini di produzione all'inizio degli anni '30.
I contratti asiatici a lungo termine rafforzano la posizione del Golfo
I dati mostrano che molti nuovi contratti di fornitura di GNL a lungo termine da Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono rivolti principalmente ai mercati asiatici ed europei, con particolare attenzione all'Asia. I contratti di vendita e acquisto ammontano a circa 21 milioni di tonnellate all'anno tra il 2027 e il 2030, con importanti aziende cinesi e società energetiche globali che si stanno affermando come acquirenti chiave.
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