Giovedì, nelle contrattazioni europee, i prezzi dell'argento sono aumentati di oltre il 2%, rimbalzando nettamente dal minimo degli ultimi tre mesi e avviandosi al primo rialzo in quattro sedute, grazie all'accelerazione degli acquisti a prezzi vantaggiosi.
La ripresa è stata sostenuta principalmente da un indebolimento generalizzato del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute globali, unitamente al calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi ai livelli più bassi delle ultime tre settimane.
Le dichiarazioni meno restrittive di diversi funzionari della Federal Reserve hanno ridotto le aspettative del mercato riguardo a un aumento dei tassi di interesse statunitensi a ottobre. Gli investitori attendono ora ulteriori dati sull'inflazione statunitense, previsti per oggi, per rivalutare tali aspettative.
Panoramica dei prezzi
• Prezzi dell'argento oggi: l'argento è salito del 2,2% a 56,88 dollari, rispetto a un prezzo di apertura di 55,64 dollari, registrando un minimo di seduta di 55,49 dollari.
• Alla chiusura di mercoledì, l'argento è crollato di quasi il 6%, registrando la terza perdita giornaliera consecutiva e il calo giornaliero più marcato da giugno. Il metallo ha inoltre toccato il minimo degli ultimi tre mesi a 55,40 dollari l'oncia, in seguito alla pubblicazione di dati sull'inflazione statunitense superiori alle attese.
dollaro statunitense
Giovedì l'indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,65%, ritracciando dal massimo di 102,95 punti raggiunto negli ultimi 18 mesi e riflettendo una debolezza generalizzata della valuta statunitense rispetto a un paniere di valute principali e minori.
Oltre alle prese di profitto, il dollaro si è indebolito a causa del rallentamento della domanda di valuta come bene rifugio, soprattutto in seguito all'affievolirsi delle aspettative di un aggressivo aumento dei tassi di interesse statunitensi a ottobre.
rendimenti del Tesoro statunitense
Il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro statunitense a 10 anni è sceso del 2,25% giovedì, estendendo le perdite per la terza sessione consecutiva e toccando il minimo delle ultime tre settimane al 5,077%. Il rendimento si sta ora dirigendo verso una potenziale rottura al ribasso della soglia del 5%, esercitando una significativa pressione al ribasso sul dollaro statunitense.
Dichiarazioni della Fed meno restrittive
La governatrice della Federal Reserve, Michelle Bowman, ha affermato che la banca centrale ha avuto tempo sufficiente per attendere e valutare gli sviluppi nei mercati finanziari e nell'economia in seguito all'aumento dei tassi di interesse di settembre, prima di decidere se fossero necessarie ulteriori azioni.
La presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, ha affermato che probabilmente sarà necessario un ulteriore aumento dei tassi di interesse, ma non c'è urgenza di agire. Ha osservato che la banca centrale può permettersi di aspettare che le prospettive economiche diventino più chiare.
tassi di interesse statunitensi
• In seguito a queste dichiarazioni, secondo lo strumento FedWatch del CME Group, le aspettative del mercato che la Federal Reserve lasci i tassi di interesse invariati nella riunione di ottobre sono aumentate dal 46% al 68%, mentre la probabilità di un aumento dei tassi di 25 punti base è scesa dal 54% al 32%.
• Le aspettative del mercato riguardo al fatto che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati nella riunione di dicembre sono aumentate dal 6% al 10%, mentre la probabilità di un aumento dei tassi di 25 punti base è diminuita dal 94% al 90%.
• Gli investitori attendono la pubblicazione dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense di settembre, insieme ai dati sulle vendite al dettaglio e sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione previsti per oggi, per rivalutare queste aspettative.
Prospettive sul prezzo dell'argento
Prevediamo che, se i prossimi dati economici statunitensi risulteranno inferiori alle aspettative del mercato, la probabilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a ottobre diminuirà, esercitando ulteriore pressione al ribasso sul dollaro statunitense e sui rendimenti dei titoli del Tesoro e spingendo al rialzo i prezzi dell'argento.
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Giovedì, nelle contrattazioni europee, i prezzi dell'oro sono aumentati di quasi l'1,5%, rimbalzando con forza dal minimo di una settimana e avviandosi verso il primo rialzo in quattro sedute, sostenuti dalla debolezza generalizzata del dollaro statunitense e dal calo del rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni, sceso al livello più basso delle ultime tre settimane.
Di piùGiovedì, nelle contrattazioni europee, l'euro ha registrato un ampio rialzo contro un paniere di valute principali, rimbalzando nettamente dal minimo di 17 mesi toccato contro il dollaro statunitense, grazie alla forte domanda derivante dagli acquisti a prezzi vantaggiosi.
Di piùGiovedì, nelle contrattazioni asiatiche, il dollaro australiano ha perso terreno rispetto a un paniere di valute principali, estendendo le perdite contro il dollaro statunitense per il secondo giorno consecutivo e toccando il minimo di una settimana in seguito alla pubblicazione di dati deludenti sul mercato del lavoro australiano.
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