La fine del 2025 è stata brutale. Oltre 1,2 trilioni di dollari di valore di mercato sono evaporati dal mercato delle criptovalute in sole sei settimane. Bitcoin (BTC) ha perso oltre il 30% del suo valore, scivolando sotto gli 82.000 dollari in un contesto di forte carenza di liquidità.
Le posizioni con leva finanziaria sono state liquidate, i deflussi di ETF sono accelerati e i fondi passivi hanno contemporaneamente ritirato capitali.
Ma il panorama attuale appare diverso. Il panico si è attenuato, lasciando il posto a un mercato più disciplinato e concentrato. I prezzi si stanno riprendendo, seppur lentamente, ma il motore di fondo questa volta appare più solido.
Liquidità: dove tutto inizia
Il colpo più duro di recente non è derivato dal panico tra i trader, ma da forze puramente meccaniche. Business Insider ha riportato che 19 miliardi di dollari di posizioni sono stati liquidati in un solo giorno, il più grande evento del genere nella storia delle criptovalute. Mentre le istituzioni si affrettavano a ridurre il rischio, il mercato si è ritrovato senza alcun cuscinetto.
Allo stesso tempo, le principali banche centrali si stanno avvicinando alla fine dei loro cicli di restrizione monetaria. L'inflazione sta rallentando, la crescita sta rallentando e i tagli dei tassi sono già iniziati. Storicamente, Bitcoin tende a performare meglio quando la liquidità migliora e i tassi di interesse diminuiscono, poiché il costo opportunità di detenere asset non redditizi come BTC diminuisce.
Fornitura: in silenziosa contrazione
L'impatto complessivo dell'halving del 2024 è ora chiaramente visibile. I miner stanno ricevendo metà delle ricompense precedenti, spingendo molti a ridimensionare le operazioni o a consolidarle.
Nel frattempo, i dati di CryptoQuant mostrano che le riserve di Bitcoin sugli exchange sono ai livelli più bassi dal 2018. Le monete semplicemente non si muovono più come prima.
Gran parte dell'offerta è di fatto bloccata in portafogli a lungo termine, ETF e titoli di Stato aziendali. I dati on-chain suggeriscono che l'offerta attiva sia scarsa. Sebbene uno shock dell'offerta completo non si sia ancora materializzato, il mercato si sta avvicinando a tale scenario.
Domanda: ancora presente, ma a un ritmo più lento
Gli afflussi di ETF si sono bloccati nell'ultimo trimestre del 2025, ma non sono crollati, un cambiamento importante rispetto ai cicli precedenti. Oltre 50 miliardi di dollari sono confluiti negli ETF spot su Bitcoin nell'ultimo anno e la maggior parte di quel capitale è rimasta sul mercato.
I gestori patrimoniali considerano sempre più Bitcoin un'allocazione strategica piuttosto che un'operazione a breve termine.
Poi c'è Strategy, che detiene ancora più di 430.000 Bitcoin e ha recentemente raccolto 1,4 miliardi di dollari in contanti. Secondo l'analisi di JPMorgan, finché la società non sarà costretta a vendere e il suo rapporto tra valore di mercato e valore patrimoniale netto (mNAV) rimarrà superiore a 1, potrebbe fungere da pilastro stabilizzatore per il mercato.
A ciò si aggiunge l'imminente decisione di MSCI a gennaio, che determinerà se le società con un'elevata esposizione alle criptovalute rimarranno incluse nei principali indici. Questo rappresenta un fattore strutturale con significative implicazioni di mercato.
Prospettive per il 2026
Non esiste un consenso unanime, ma le previsioni più attendibili collocano Bitcoin in un intervallo compreso tra 120.000 e 170.000 dollari. Questa visione è ancorata ai flussi degli ETF, alla riduzione dell'offerta e al miglioramento delle condizioni di liquidità.
Fundstrat adotta una posizione molto più aggressiva, prevedendo prezzi superiori a 400.000 dollari. Il modello di JPMorgan, corretto per la volatilità e confrontato con l'oro, suggerisce che si potrebbero raggiungere i 170.000 dollari se Bitcoin continua ad attrarre capitali in modo simile alle materie prime, in particolare all'oro.
Tuttavia, quasi nessuno sta dando valore all'euforia assoluta. L'opinione prevalente è che l'aumento sia graduale e misurato, piuttosto che un'impennata parabolica.
Rischi principali
I deflussi dagli ETF potrebbero riprendere rapidamente se il contesto macroeconomico dovesse deteriorarsi.
L'attacco hacker a Bybit ha ricordato che la sicurezza rimane un punto debole, con Decrypt che ha segnalato perdite per 1,4 miliardi di dollari a causa di una violazione dell'hot wallet.
Se MSCI escludesse aziende come Strategy, il mercato potrebbe dover affrontare deflussi passivi negativi fino a 2,8 miliardi di dollari.
Analisi tecnica: una fase correttiva fino alla fine del 2026?
Dal minimo del 2022 vicino a $ 16.500 al picco del 2025 intorno a $ 126.000, Bitcoin sembra aver completato un rialzo a cinque onde secondo la teoria delle onde di Elliott. Se questo schema è valido, un movimento sotto i $ 108.000 entro la fine dell'anno potrebbe segnare l'inizio di una correzione più estesa.
Secondo la teoria di Elliott, le correzioni successive alle cinque onde si sviluppano tipicamente in tre fasi: un calo (A), un rimbalzo (B), seguito da un pullback più profondo (C). Se questo scenario si concretizzasse, Bitcoin potrebbe rimanere sotto pressione fino a metà del 2026. I principali potenziali livelli di supporto si trovano intorno a $ 84.000, $ 70.000 e $ 58.000.
Conclusione: un mercato più resiliente, ma con due possibili percorsi
Bitcoin entra nel 2026 con una struttura di mercato più matura: liquidità in aumento, offerta limitata e domanda istituzionale che non è scomparsa. Questi fattori forniscono le basi per una rinnovata forza se le condizioni rimarranno favorevoli.
Allo stesso tempo, il recente crollo e la possibilità che un importante ciclo rialzista si sia già concluso lasciano la porta aperta a una fase correttiva più lunga.
Che il Bitcoin sia diretto verso un altro rialzo o abbia già raggiunto il suo picco, la fase successiva sarà guidata più dai meccanismi sottostanti che dal sentimento speculativo.
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