Il dollaro statunitense ha recuperato parte delle recenti perdite durante la seduta di giovedì, dopo che la Federal Reserve ha lasciato i tassi di interesse invariati, mentre il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha lasciato gli investitori in attesa di maggiori chiarimenti su come i membri del comitato intendono risolvere le divergenze interne in merito alla futura linea di politica monetaria.
Il dollaro ha inoltre ricevuto ulteriore sostegno dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver effettuato attacchi aerei in Iran, incrementando la domanda di beni rifugio.
Nelle contrattazioni, l'indice del dollaro USA è salito dello 0,1% a 100,93 dopo essere sceso al livello più basso in una settimana in seguito alla decisione della Fed, che gli investitori inizialmente hanno interpretato come meno restrittiva del previsto.
L'euro è scivolato dello 0,1% a 1,1458 dollari, mentre lo yen giapponese si è attestato intorno a 163,5 yen per dollaro, registrando un lieve calo durante la seduta.
La sterlina si è mantenuta stabile a 1,337 dollari dopo essere scesa fino allo 0,3% all'inizio della giornata, in attesa della decisione sui tassi d'interesse della Banca d'Inghilterra, con i mercati che si aspettano in generale che i responsabili della politica monetaria lascino i tassi invariati. La sterlina si è inoltre rafforzata nei confronti dell'euro, che è sceso dello 0,2% a 85,69 pence.
Volatilità del mercato dei titoli di Stato
I mercati dei titoli del Tesoro statunitensi hanno registrato forti oscillazioni in seguito alla decisione della Federal Reserve, con il rendimento del titolo trentennale che ha superato il 5,2%, il livello più alto degli ultimi vent'anni circa.
Nel frattempo, i titoli del Tesoro a cinque anni protetti dall'inflazione (TIPS) sono finiti sotto pressione dopo il rialzo della sessione precedente, un movimento che ha spinto i loro rendimenti al ribasso di circa sette punti base.
L'attenzione si sposta sui dati relativi all'inflazione.
Gli investitori stanno ora rivolgendo la loro attenzione alla pubblicazione dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve.
Si prevede che l'inflazione annua rallenti al 3,7% a giugno, rispetto al 4,1% di maggio, grazie alla riduzione dei costi energetici durante la temporanea attenuazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
In seguito alla dichiarazione di politica monetaria di mercoledì, gli investitori hanno leggermente aumentato le aspettative che la Federal Reserve lascerà i tassi d'interesse invariati nella riunione di settembre. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità che i tassi rimangano invariati è salita al 30%, rispetto al 24% precedente alla riunione della Fed di questa settimana.
Giovedì, nelle contrattazioni europee, i prezzi dell'oro sono scesi, riprendendo le perdite vicino ai minimi di una settimana, a causa dei rinnovati attacchi militari tra Stati Uniti e Iran, che hanno incrementato la domanda di dollari USA e prolungato i guadagni dei prezzi globali del petrolio per la seconda sessione consecutiva.
Di piùGiovedì, durante le contrattazioni europee, la sterlina britannica si è indebolita rispetto a un paniere di valute principali, riprendendo le perdite contro il dollaro statunitense dopo un rimbalzo di due giorni. La sterlina è tornata verso il livello più basso delle ultime quattro settimane, a causa del rafforzamento della domanda di dollari statunitensi, dovuto alla ripresa degli acquisti di beni rifugio in seguito agli ultimi scambi militari tra Stati Uniti e Iran.
Di piùGiovedì, durante le contrattazioni asiatiche, lo yen giapponese si è indebolito rispetto a un paniere di valute principali, tornando in territorio negativo contro il dollaro statunitense e rimanendo vicino al suo livello più basso degli ultimi 40 anni. Il calo è dovuto al rafforzamento della domanda di dollari statunitensi, alimentato da una rinnovata corsa agli acquisti come bene rifugio in seguito agli ultimi attacchi militari tra Stati Uniti e Iran.
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