I prezzi del petrolio sono aumentati mercoledì 28 ottobre, in seguito alla notizia di un attacco missilistico alla più grande raffineria dell'Arabia Saudita, che ha riacceso le preoccupazioni per le forniture energetiche in Medio Oriente, annullando in parte il calo registrato martedì.
I mercati del petrolio greggio sono rimasti volatili, con gli operatori che valutavano la possibilità di un'ulteriore escalation regionale rispetto agli sforzi diplomatici volti ad allentare le tensioni con l'Iran.
Panoramica dei prezzi
Alle 12:03 GMT, i future sul petrolio Brent sono saliti dell'1,78%, raggiungendo i 111,36 dollari al barile.
I futures del West Texas Intermediate statunitense hanno guadagnato l'1,86%, raggiungendo i 101,76 dollari al barile.
Durante la seduta, il Brent ha oscillato tra i 107,87 e i 111,77 dollari, mentre il WTI ha oscillato tra i 99,76 e i 102,24 dollari.
L'attacco alla raffineria saudita solleva preoccupazioni in merito all'approvvigionamento.
Il movimento Houthi yemenita ha rivendicato l'attacco missilistico contro una raffineria saudita con una capacità di lavorazione di circa 550.000 barili al giorno.
Le autorità saudite non hanno immediatamente confermato la notizia dell'attacco.
Tale sviluppo ha riacceso i timori di interruzioni alle infrastrutture energetiche regionali, soprattutto dopo i ripetuti attacchi contro impianti e rotte marittime saudite.
Martedì i prezzi del petrolio sono scesi di quasi 2 dollari, grazie agli sforzi diplomatici che hanno alimentato le speranze di una riduzione delle tensioni.
Le scorte statunitensi forniscono un supporto aggiuntivo
Secondo i dati dell'American Petroleum Institute, la scorsa settimana le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono diminuite di circa 2,03 milioni di barili.
L'inatteso calo delle scorte suggeriva una riduzione delle scorte a breve termine, sebbene gli investitori attendessero la conferma dei dati ufficiali sulle scorte governative.
Prospettive di produzione dell'OPEC+
Si prevede che i produttori OPEC+ manterranno i loro obiettivi di produzione per dicembre durante la riunione di domenica.
La produzione di diversi membri principali rimane al di sotto degli obiettivi concordati, limitando la capacità del gruppo di rispondere tempestivamente a ulteriori interruzioni della catena di approvvigionamento.
approcci decisionali della Federal Reserve
Si prevede che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati mercoledì, sebbene la persistenza dell'inflazione e gli elevati costi energetici potrebbero influenzare le sue previsioni.
Prospettive di mercato
Brent rimane sensibile agli sviluppi relativi alle infrastrutture energetiche saudite e alla possibilità di un rinnovato confronto tra Stati Uniti e Iran.
Ulteriori interruzioni dell'offerta potrebbero spingere i prezzi nuovamente verso i 120 dollari al barile, mentre i progressi diplomatici potrebbero ridurre il premio geopolitico che sostiene i mercati del petrolio greggio.
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