Le azioni di Alphabet sono crollate di quasi il 12% giovedì 29 ottobre, avviando la società madre di Google verso la sua peggiore seduta di borsa in oltre vent'anni, dopo che i deludenti risultati trimestrali hanno messo in luce il crescente peso finanziario degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Il crollo delle quotazioni è seguito a una rara performance inferiore alle attese, con gli investitori particolarmente preoccupati per il rallentamento della crescita del business della pubblicità sui motori di ricerca di Google e per un netto deterioramento del flusso di cassa libero, nonostante la crescita eccezionale del cloud computing.
Il calo ha pesato anche sul Nasdaq Composite, a testimonianza della notevole influenza di Alphabet sull'indice a forte componente tecnologica.
Gli utili sono inferiori alle aspettative
Alphabet ha riportato un fatturato di 127,58 miliardi di dollari nel terzo trimestre, in aumento del 25% rispetto all'anno precedente, ma inferiore alle aspettative degli analisti, che si attestavano intorno ai 128,2 miliardi di dollari.
L'utile netto è diminuito del 25%, attestandosi a 26,17 miliardi di dollari, mentre l'utile per azione è sceso a 2,12 dollari rispetto ai 2,87 dollari dell'anno precedente, risultando inferiore alle previsioni di 3,02 dollari.
I ricavi pubblicitari di Google hanno raggiunto gli 82,01 miliardi di dollari, un risultato inferiore alle aspettative che si attestavano intorno agli 83,5 miliardi di dollari.
Ancor più preoccupante è stato il rallentamento della crescita dei ricavi derivanti dalla ricerca, scesa al 12% rispetto al 17% del trimestre precedente, sollevando interrogativi sull'impatto delle alternative di ricerca basate sull'intelligenza artificiale sul core business di Google.
La spesa per l'IA porta il flusso di cassa in territorio negativo
Alphabet ha speso 51,36 miliardi di dollari in spese in conto capitale durante il trimestre, più del doppio rispetto alla cifra registrata nello stesso periodo dell'anno precedente.
Il flusso di cassa libero è sceso a -9,07 miliardi di dollari, rispetto ai -5,9 miliardi di dollari del trimestre precedente.
L'azienda ha confermato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, comprese tra 195 e 205 miliardi di dollari, avvertendo tuttavia che gli investimenti aumenteranno significativamente nel 2027.
L'entità di questi impegni ha intensificato le preoccupazioni sulla rapidità con cui gli investimenti nell'IA potranno generare rendimenti sufficienti.
Google Cloud offre ben poco sollievo
Il fatturato di Google Cloud è aumentato del 103%, raggiungendo i 30,71 miliardi di dollari, grazie alla domanda di infrastrutture basate sull'intelligenza artificiale e di servizi per le imprese.
L'utile operativo della divisione è più che triplicato, raggiungendo gli 11,1 miliardi di dollari, a dimostrazione del potenziale commerciale del business cloud in espansione di Alphabet.
Tuttavia, gli ottimi risultati non sono riusciti a compensare le delusioni in altri ambiti, in particolare nella pubblicità sui motori di ricerca, che rimane fondamentale per la redditività dell'azienda.
Gli investitori si interrogano sempre più spesso se l'intelligenza artificiale rafforzerà il business esistente di Google o se, al contrario, minerà gradualmente il suo modello pubblicitario tradizionale.
Il crollo dei prezzi evidenzia un cambiamento più ampio nel sentiment di mercato: la rapida crescita dei ricavi derivanti dall'IA non è più sufficiente a soddisfare gli investitori quando le spese in conto capitale continuano ad accelerare e il flusso di cassa libero si deteriora.
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