I prezzi del petrolio sono calati giovedì 29 ottobre, annullando in parte i guadagni della sessione precedente, in quanto i rinnovati sforzi diplomatici tra Washington e Teheran hanno alimentato le speranze di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente, sebbene le persistenti minacce alle infrastrutture energetiche regionali abbiano limitato le perdite.
I futures del petrolio Brent sono scesi dell'1,09% a 114,06 dollari al barile, mentre il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate ha perso l'1,30%, attestandosi a 101,44 dollari al barile nella seduta di giovedì.
Il calo ha fatto seguito al rally di mercoledì, quando il Brent ha guadagnato l'1,3% e il WTI è avanzato del 3%, sostenuti dai timori che l'escalation delle ostilità potesse ulteriormente interrompere la produzione e le spedizioni di petrolio in tutto il Medio Oriente.
La rinnovata attività diplomatica pesa sui prezzi del petrolio.
Le notizie secondo cui il vicepresidente statunitense JD Vance avrebbe contattato funzionari iraniani per riavviare i negoziati di pace hanno incoraggiato gli operatori di mercato a ridurre parte del premio di rischio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio greggio.
Le iniziative diplomatiche hanno offerto al mercato una potenziale via verso la de-escalation, ma permangono incertezze sulla possibilità che Washington e Teheran riescano a raggiungere un accordo accettabile per entrambe le parti.
Di conseguenza, la prospettiva di negoziati ha spinto alla realizzazione di profitti piuttosto che a una più ampia rivalutazione dei rischi di approvvigionamento, con gli operatori restii ad abbandonare posizioni che li proteggono da ulteriori interruzioni.
Le tensioni regionali limitano le perdite
I continui attacchi degli Houthi e le preoccupazioni per potenziali scioperi contro le infrastrutture energetiche hanno impedito un calo più marcato dei prezzi del petrolio.
La possibilità di una rinnovata azione militare statunitense contro l'Iran in seguito alle elezioni di medio termine del 3 novembre ha ulteriormente complicato le prospettive di mercato, mantenendo gli sviluppi geopolitici al centro delle fluttuazioni dei prezzi a breve termine.
Nel frattempo, gli investitori restano sensibili agli sviluppi che interessano le rotte marittime e gli impianti di produzione, soprattutto considerando il margine limitato per ulteriori interruzioni delle forniture regionali.
L'andamento a breve termine del prezzo del petrolio dipenderà probabilmente dalla capacità dei contatti diplomatici di produrre progressi concreti. Senza un accordo credibile o una riduzione duratura delle ostilità, il vantaggio geopolitico che sostiene i prezzi del greggio potrebbe rivelarsi difficile da eliminare.
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