Wall Street si avvia verso le elezioni di metà mandato statunitensi della prossima settimana in un clima di crescente incertezza sulle prospettive economiche, con un'inflazione persistente, rendimenti elevati dei titoli del Tesoro e un forte calo dei titoli tecnologici che minacciano di compromettere la tradizionale ripresa post-elettorale del mercato.
Il voto del 3 novembre determinerà il controllo del Congresso per i restanti due anni del mandato del presidente Donald Trump, potenzialmente ridefinendo le aspettative in materia di spesa pubblica, regolamentazione finanziaria e tassazione delle imprese.
Le elezioni si svolgono in un momento particolarmente delicato per gli investitori, a seguito della decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi di interesse invariati e dei deludenti risultati finanziari di diverse importanti aziende tecnologiche.
L'inflazione diventa una sfida politica e finanziaria
Nel terzo trimestre, l'economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato del 3,4%, superando le aspettative e dimostrando resilienza nonostante gli elevati costi di finanziamento.
Tuttavia, l'inflazione annua al consumo è accelerata al 3,7% a settembre, mentre l'aumento dei prezzi dell'energia ha continuato a mettere a dura prova i bilanci familiari.
La fiducia dei consumatori è calata drasticamente, con l'indice di fiducia dell'Università del Michigan che si avvicina ai minimi storici, nonostante una crescita economica relativamente robusta.
Il contrasto tra espansione economica e calo del potere d'acquisto ha reso la questione dell'accessibilità economica un tema centrale delle elezioni.
Per i mercati finanziari, la preoccupazione va oltre il sentimento degli elettori. Un'inflazione persistente potrebbe costringere la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo, aumentando la pressione su azioni e titoli di Stato.
Il controllo del Congresso potrebbe rimodellare le aspettative del mercato.
Attualmente i repubblicani controllano entrambe le camere del Congresso, il che garantisce all'amministrazione Trump una maggiore flessibilità legislativa.
Una vittoria democratica alla Camera dei Rappresentanti porterebbe a un governo diviso, complicando potenzialmente l'approvazione di importanti leggi in materia fiscale e di spesa pubblica.
Potrebbe inoltre rafforzare il controllo del Congresso su banche, piattaforme di scambio di criptovalute e aziende tecnologiche, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione dell'intelligenza artificiale e l'espansione dei data center.
Il controllo democratico di entrambe le camere darebbe all'opposizione maggiori poteri di controllo e una maggiore influenza sulla legislazione fiscale, sebbene il potere di veto presidenziale continuerebbe a limitare i cambiamenti politici più importanti.
Nel frattempo, il mantenimento del controllo repubblicano potrebbe preservare il programma legislativo dell'amministrazione, compreso il suo approccio alla tassazione, alla deregolamentazione e alla spesa federale.
Tuttavia, gli investitori dovrebbero comunque affrontare incertezze riguardo ai dazi doganali, all'indebitamento pubblico e alle conseguenze inflazionistiche della politica fiscale.
La svendita di prodotti tecnologici aggiunge un ulteriore rischio
Le elezioni coincidono con un rinnovato interesse per la sostenibilità del boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Le azioni di Alphabet, Amazon e Intel sono state sottoposte a forti pressioni a seguito di utili o previsioni deludenti, con gli investitori che mettono sempre più in discussione i rendimenti finanziari degli enormi investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
Il crollo dei mercati ha messo in luce la dipendenza di Wall Street da un gruppo relativamente ristretto di aziende tecnologiche che hanno trainato gran parte dei guadagni del mercato.
L'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro rappresenta un'ulteriore sfida, soprattutto per i titoli azionari a forte crescita, le cui valutazioni dipendono in larga misura dalle aspettative di utili futuri.
Le elezioni di medio termine potrebbero innescare un rally del mercato azionario?
Storicamente, i mercati azionari statunitensi hanno spesso faticato nei mesi precedenti le elezioni di medio termine, per poi riprendersi una volta che l'incertezza politica ha cominciato a svanire.
Secondo una ricerca di Goldman Sachs, l'indice S&P 500 ha registrato un rendimento mediano di circa lo 0% tra il 1° agosto e il giorno delle elezioni di metà mandato a partire dal 1974.
Altre analisi storiche suggeriscono che i mesi successivi alle elezioni hanno generalmente prodotto rendimenti più elevati, con guadagni medi superiori al 10% in determinati periodi post-elettorali.
Tuttavia, questi andamenti non offrono alcuna garanzia di un risultato simile nel 2026, soprattutto considerate le attuali pressioni inflazionistiche e le elevate valutazioni di mercato.
La Federal Reserve rimane la questione più importante
Oltre ai risultati elettorali, gli investitori monitoreranno attentamente il rapporto sull'occupazione di ottobre, previsto per il 6 novembre.
Mercoledì la Federal Reserve ha mantenuto il suo tasso di interesse di riferimento tra il 3,75% e il 4,00%, pur riconoscendo che l'inflazione rimane elevata.
I mercati stimano una probabilità di circa l'80% di un ulteriore aumento di un quarto di punto a dicembre.
Un rapporto sull'occupazione migliore del previsto potrebbe rafforzare le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria, spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro e pesando sui mercati azionari.
Al contrario, dati più deboli sul mercato del lavoro potrebbero attenuare le preoccupazioni sui tassi di interesse, sebbene un rallentamento sostanziale solleverebbe nuovi interrogativi sulla crescita economica.
Per Wall Street, le elezioni di medio termine potrebbero eliminare una fonte di incertezza, ma l'andamento dei titoli azionari fino alla fine del 2026 dipenderà anche dal fatto che l'inflazione si moderi, gli utili aziendali si stabilizzino e la Federal Reserve riesca a contenere le pressioni inflazionistiche senza compromettere la crescita economica.
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