Venerdì 30 ottobre i prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente, poiché i nuovi attacchi contro petroliere commerciali vicino allo Stretto di Hormuz hanno riacceso le preoccupazioni per le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente, oscurando gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto regionale.
Il prezzo del petrolio si è ripreso dalle perdite di giovedì, con gli investitori sempre più preoccupati che una prolungata instabilità possa limitare le esportazioni dal Golfo Persico e mantenere elevati i prezzi dell'energia.
Panoramica dei prezzi
I future sul petrolio Brent sono saliti del 2,26% a 113,30 dollari al barile, mentre i future sul petrolio WTI (West Texas Intermediate) statunitense sono avanzati dell'1,96% a 104,00 dollari al barile.
Il prezzo del Brent ha oscillato tra 111,03 e 114,06 dollari, mentre quello del WTI ha oscillato tra 102,45 e 104,98 dollari.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz si intensificano.
Le recenti segnalazioni di attacchi a petroliere nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno acuito i timori di ulteriori interruzioni in una delle rotte di trasporto petrolifero più importanti al mondo.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che tre petroliere sarebbero finite su mine marine, sebbene le circostanze rimangano controverse.
Nel frattempo, le rinnovate minacce contro le infrastrutture energetiche saudite hanno alimentato le preoccupazioni sulla capacità di produzione ed esportazione regionale.
L'incertezza diplomatica sostiene i prezzi
Il prezzo del petrolio è sceso giovedì in seguito alle notizie di un rinnovato impegno diplomatico tra Stati Uniti e Iran.
Tuttavia, l'incertezza sui negoziati e i continui attacchi alle rotte marittime hanno limitato le aspettative di una riduzione duratura delle tensioni geopolitiche.
Le scorte statunitensi si riducono
La scorsa settimana le scorte di petrolio greggio statunitensi sono diminuite di circa 1,9 milioni di barili, fornendo ulteriore sostegno ai prezzi.
Il calo registrato è risultato in contrasto con le aspettative di un modesto aumento, sebbene l'incremento delle scorte di benzina indichi condizioni di domanda irregolari.
Gli incrementi mensili rimangono consistenti
Il Brent si avvia a chiudere ottobre con un rialzo di quasi l'11%, mentre il WTI è sulla buona strada per un aumento di circa il 14%.
Il rialzo riflette le persistenti preoccupazioni relative all'offerta, nonostante la prospettiva di costi di finanziamento più elevati e di una crescita globale più lenta.
Prospettive di mercato
Il Brent incontra resistenza vicino a 114,06 dollari, con supporto intorno a 111,03 dollari. Il WTI potrebbe testare i 104,98 dollari, mentre il supporto immediato si trova vicino a 102,45 dollari.
Ulteriori perturbazioni intorno allo Stretto di Hormuz potrebbero prolungare il rally fino a novembre.
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