Lunedì il dollaro statunitense si è indebolito rispetto alla maggior parte delle principali valute, in quanto gli investitori hanno parzialmente ridotto le posizioni rifugio assunte la scorsa settimana a seguito dei segnali di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
L'indice del dollaro USA, che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute principali, si è attestato intorno a 101,3 durante le contrattazioni europee, dopo un calo di circa lo 0,3% rispetto ai livelli di venerdì. L'euro è salito di circa lo 0,3%, raggiungendo quota 1,14 dollari, mentre anche lo yen giapponese e la sterlina britannica si sono rafforzati nei confronti del dollaro.
Perché il dollaro si sta indebolendo?
Il calo del dollaro è meno legato ai dati economici statunitensi e più a un netto cambiamento nel sentiment di mercato.
La temporanea tregua nelle ostilità tra Washington e Teheran ha innescato un forte calo dei prezzi del petrolio, riducendo i timori di un nuovo shock inflazionistico. Con il calo del prezzo del petrolio, anche i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi sono diminuiti, riducendo una delle principali fonti di sostegno per il dollaro nelle ultime due settimane.
Allo stesso tempo, gli investitori sono tornati a orientarsi verso attività più rischiose, riducendo la domanda per il dollaro, tradizionalmente considerato un bene rifugio.
Tutti gli occhi puntati sulla Federal Reserve
Nonostante il calo odierno, pochi investitori sembrano disposti a scommettere in modo aggressivo contro il dollaro in vista della riunione della Federal Reserve di questa settimana.
Si prevede che la banca centrale lascerà i tassi d'interesse invariati, ma i mercati analizzeranno attentamente le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh alla ricerca di indizi sulle prospettive di politica monetaria. Sebbene le aspettative di un aumento dei tassi a luglio si siano attenuate, gli operatori continuano a ritenere concreta la possibilità di una politica monetaria più restrittiva entro la fine dell'anno, qualora l'inflazione dovesse rimanere elevata.
Il calendario di questa settimana include anche diverse importanti pubblicazioni economiche statunitensi che potrebbero rimodellare le aspettative sull'andamento dei tassi di interesse e, di conseguenza, sulla direzione del dollaro.
Veduta
Al momento, il dollaro sembra essere stretto tra due forze contrapposte.
Da un lato, l'allentamento delle tensioni geopolitiche, il calo dei prezzi del petrolio e la riduzione dei rendimenti dei titoli del Tesoro pesano sulla valuta. Dall'altro, la Federal Reserve continua a mantenere una politica monetaria relativamente restrittiva, limitando la possibilità di un ulteriore deprezzamento.
A meno che le tensioni geopolitiche non si riacutizzino, l'andamento del dollaro nei prossimi giorni sarà probabilmente determinato principalmente dalle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, dalle dichiarazioni del presidente Warsh e dai dati economici statunitensi in arrivo, piuttosto che dagli sviluppi in Medio Oriente.
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