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I prezzi del petrolio crollano grazie agli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran che attenuano i timori sull'offerta.

Economies.com
2026-11-02 12:52 UTC

Lunedì 2 novembre i prezzi del petrolio sono crollati bruscamente, proseguendo il calo rispetto ai massimi della scorsa settimana, grazie al rinnovamento degli sforzi diplomatici tra Washington e Teheran che ha attenuato i timori di ulteriori interruzioni nelle forniture di greggio dal Medio Oriente.


Il calo ha fatto seguito alle notizie di progressi nei colloqui mediati dal Qatar, che hanno incoraggiato gli operatori a chiudere le posizioni accumulate durante il rally di ottobre. Tuttavia, le continue restrizioni alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz hanno limitato le aspettative di un rapido ritorno alla normalità delle condizioni di approvvigionamento.


Panoramica dei prezzi


I future sul petrolio Brent sono scesi del 3,16% a 109,85 dollari al barile.


I futures del petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) sono scesi del 3,72% a 100,25 dollari al barile.


Il prezzo del Brent ha oscillato tra 109,60 e 112,41 dollari, mentre quello del WTI ha oscillato tra 100,21 e 102,72 dollari.


I colloqui tra Stati Uniti e Iran esercitano pressione sui prezzi.


Gli sforzi diplomatici si sono intensificati dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha indicato che il Presidente Donald Trump preferiva una soluzione negoziata a ulteriori azioni militari.


Le indiscrezioni su una proposta di piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz hanno incoraggiato le vendite, sebbene non fosse stato ancora annunciato alcun accordo complessivo.


L'OPEC+ mantiene gli obiettivi di produzione


Domenica l'OPEC+ ha concordato di lasciare invariati i propri obiettivi di produzione per dicembre, confermando il suo approccio prudente in un contesto di incertezza sulle forniture regionali.


La decisione ha fornito un certo sostegno di fondo ai prezzi del petrolio greggio, soprattutto perché le interruzioni delle spedizioni hanno continuato a limitare le esportazioni dal Golfo Persico.


Il rally di ottobre perde slancio


I prezzi del petrolio hanno iniziato novembre dopo notevoli aumenti, trainati dagli attacchi alle petroliere, dalle minacce alle infrastrutture energetiche e dai timori di prolungate carenze di approvvigionamento.


La prospettiva di progressi diplomatici ha cominciato a erodere tale vantaggio geopolitico, spingendo le aziende a realizzare profitti nei mercati energetici.


Prospettive di mercato


Il Brent trova un supporto immediato vicino a 109,60 dollari, con una resistenza intorno a 112,41 dollari. Il WTI potrebbe testare l'importante livello psicologico dei 100 dollari, mentre la resistenza si trova vicino a 102,72 dollari.


Ulteriori progressi diplomatici potrebbero estendere la correzione, sebbene rinnovati attacchi alle rotte marittime minaccerebbero un'ulteriore inversione di tendenza.

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