Giovedì, dopo una breve ripresa, il Bitcoin è sceso sotto i 112.000 dollari, con gli investitori che restano cauti in vista dei dati economici chiave degli Stati Uniti, in seguito ai segnali dei funzionari della Federal Reserve che avrebbero adottato un approccio cauto ai futuri tagli dei tassi.
La criptovaluta più grande del mondo è scesa dello 0,7% a 111.786,6 dollari alle 02:28 ET (06:28 GMT).
Mercoledì il Bitcoin ha registrato un rimbalzo limitato, avvicinandosi ai 114.000 dollari, ma non è riuscito a mantenere lo slancio.
L'asset digitale ha subito un forte calo all'inizio di questa settimana, quando un'ondata di liquidazioni ha spazzato via circa 1,5 miliardi di dollari in posizioni lunghe sugli exchange di criptovalute.
Secondo alcuni report, la debole liquidità del mercato, combinata con le scommesse con leva finanziaria, ha aggravato la svendita che ha spinto Bitcoin da oltre 115.000 dollari a 112.000 dollari. Ciò ha pesato sul sentiment generale degli asset digitali e ha reso i trader cauti riguardo a un'ulteriore volatilità.
I trader attendono i dati sull'occupazione e sull'inflazione negli Stati Uniti
Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato all'inizio di questa settimana che non esiste "nessun percorso privo di rischi" nell'impostazione della politica monetaria, avvertendo che un allentamento troppo rapido potrebbe alimentare l'inflazione, mentre un allentamento troppo lento potrebbe danneggiare la crescita dell'occupazione.
Altri funzionari della Fed hanno ribadito questa posizione cauta in dichiarazioni separate, sottolineando che qualsiasi ulteriore passo verso un allentamento monetario dipenderà in larga misura dai dati economici in arrivo.
Questi commenti hanno frenato la propensione al rischio nei mercati finanziari, con gli investitori ora in attesa di nuovi dati statunitensi per una direzione più chiara.
Giovedì sono attese le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e la lettura definitiva del PIL del secondo trimestre. Venerdì, si prevede che il rapporto sull'indice dei prezzi per consumi personali (PCE) di agosto – l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed – mostrerà un'inflazione di fondo stabile a circa il 2,9% su base annua, al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed.
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Giovedì i prezzi del petrolio sono scesi, perdendo i guadagni ottenuti nella sessione precedente, quando avevano raggiunto il massimo delle ultime sette settimane. Il calo è avvenuto in seguito alla chiusura di alcuni investitori in utili a seguito del calo delle azioni statunitensi, in previsione di una domanda invernale più debole e della ripresa delle forniture curde.
Di piùIl dollaro statunitense non è avanzato questa settimana sulla scia dei tamburi di guerra o delle tensioni geopolitiche. Al contrario, continua a salire per ragioni più ordinarie ma altrettanto persistenti: semplicemente non c'è stato abbastanza "carburante" per gli orsi da giustificare posizioni corte ai livelli di apertura della settimana. I trader che speravano in un flusso di dati statunitensi deboli a supporto delle vendite di dollari si sono invece trovati "vuoti", e questa assenza da sola ha sostenuto il biglietto verde.
Di piùGiovedì i prezzi dell'oro sono saliti sul mercato europeo, riprendendo a salire dopo la pausa di ieri e avvicinandosi ai massimi storici. L'aumento è avvenuto mentre il dollaro USA ha interrotto la sua ascesa nei confronti di un paniere di valute principali.
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