Giovedì 29 ottobre, oro e argento hanno registrato un calo, ampliando le perdite dopo che la Federal Reserve ha lasciato i tassi d'interesse invariati, senza tuttavia attenuare i timori di un ulteriore aumento a dicembre.
Il dollaro più forte e gli elevati rendimenti dei titoli del Tesoro hanno pesato sui metalli preziosi, mentre gli investitori attendevano i nuovi dati sull'inflazione statunitense che potrebbero determinare la prossima mossa della Fed.
Entrambi i metalli sono rimasti sotto pressione di vendita nonostante la persistente incertezza geopolitica in Medio Oriente, che in genere ha sostenuto la domanda di beni rifugio.
Panoramica dei prezzi
Giovedì l'oro spot si è attestato intorno ai 4.024 dollari l'oncia, in calo di circa l'1,1%, mentre l'argento spot ha perso circa il 2,3%, chiudendo a 52,65 dollari l'oncia.
I future sull'oro sono scesi verso i 4.036 dollari l'oncia.
La decisione della Fed pesa sui metalli preziosi
Mercoledì la Federal Reserve ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento tra il 3,75% e il 4,00%, con due membri del comitato di politica monetaria favorevoli a un aumento immediato di un quarto di punto.
Le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh hanno rafforzato le aspettative di un ulteriore aumento a dicembre, incoraggiando gli investitori a privilegiare il dollaro e gli asset fruttiferi rispetto all'oro.
I mercati dei futures indicavano una probabilità di circa l'83% di un aumento dei tassi a dicembre.
Dati sull'inflazione negli Stati Uniti sotto i riflettori
L'attenzione si sposta ora sull'indice dei prezzi delle spese per consumi personali, la cui pubblicazione è prevista per le 12:30 GMT.
Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative di un ulteriore inasprimento delle politiche monetarie e prolungare il calo dei metalli preziosi.
L'oro si avvia a registrare il secondo mese consecutivo di perdite, nonostante i continui acquisti da parte delle banche centrali e i rischi geopolitici.
L'argento ha una resa inferiore rispetto all'oro.
Il calo più marcato dell'argento riflette la sua maggiore sensibilità alle aspettative di crescita economica e alla domanda industriale, oltre alla pressione derivante dall'aumento dei tassi di interesse statunitensi.
Prospettive di mercato
L'oro trova un supporto immediato vicino ai 4.000 dollari, con una resistenza intorno ai 4.050 dollari. L'argento rimane vulnerabile al di sotto dei 53 dollari, mentre una ripresa al di sopra dei 54 dollari potrebbe attenuare la pressione di vendita.
Il rapporto sull'inflazione sarà fondamentale per determinare se i metalli preziosi riusciranno a stabilizzarsi dopo l'annuncio della Fed di mercoledì.
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